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SEXTING/REVENGE PORN
L’opera Sexting/Revenge-porn, progetto di vKlabe,
presenta gli schermi di due smartphone.
Possiamo avvicinarci e scorrere le immagini. Nel primo caso, le foto sono indicate come pertinenti un contesto dl sexting (parola nata dalla fusione della parola “‘sex” con “texting”): gli scatti di nudo sono stati, quindi, condivisi consapevolmente dalla ragazza, in ambito privato, Curante una conversazione intima con un altro soggetto, la cui identità non è precisata, in quanto chiunque, incluso nel Simposio Ci Platone, potrebbe essere il destinatario. Ci sentiamo così autorizzati a interagire con il dispositivo, serenamente. Nel secondo caso, la scritta “revenge-porn• Cl avverte che lg fotografie non sono indirizzate a noi, voyeur non preventivati. Gli scatti sono quindi arrivati ai nostri occhi in maniera non consensuale come un atto di condivisione spregiudicata. Su diritto.it si legge: «Si definisce “revenge porn” (dall’inglese revenge, vendetta) la condivisione di materiale pornografico, in immagini o video, attraverso la rete, con sistemi d,’ messaggistica istantanea, i socia/ network, senza il consenso dalla persona ritratta ed allo scopo di nuocerle, umiliarlo/a o ricattarla. Particolarità di questo tipo di immagini video è che gli stessi sono girati con consenso della persona ritratta, ad esempio all’interno di coppie, nell’ambito di momenti intimi consensuali. A essere non consensuale, dunque, non è la realizzazione del materiale pornografico, ma la sua successiva diffusione».