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Luigi Mallozzi

Luigi Mallozzi nasce nel 1995, è un bambino timido e solitario che passa le sue giornate a disegnare copiando da vecchie riviste e fumetti. Il suo rapporto con l’ arte è travagliato, non frequenta il liceo artistico ma lo scientifico, non frequenta l’ accademia ma intraprende studi medico-scientifici. Negli anni la passione dell’ arte si accende e spegne come un leggero fuoco sotto un forte vento, è solo la depressione che butta benzina du questo piccolo focolaio e permetto alla fiamma di divampare. Prende il pennello fra le dita per la prima volta a 24 anni e non lo posa più. Copia dai grandi: dali, picasso, klimt, schiele. Ma è quando legge le lettere a theo di van gogh che qualcosa muta, il mero esercizio tecnico diventa esigenza, capisce che copiare per imparare non è abbastanza. Bisogna creare.
Approda nell illustrazione in digitale, crea “strati di blu”. Lì ci sono i suoi sfoghi, le sue relazioni finite, i suoi nuovi amori, le sue lunghe pause dovute all’ incapacità di creare qualcosa che lui reputi abbastanza. C’è la protesta per i diritti umani, con l’ illustrazione per George Floyde che fa il giro del mondo e lo fa arrivare a new york permettendogli di far diventare uno dei suoi lavoro il simbolo del movimento BlackLivesMatter dell anno 2020. (Inserire foto illustrazione).

Le sue prime 3 creazioni rese pubbliche sono chiaramente influenzata dalla conoscenza dell’ anatomia del corpo umano.

Anatomia 24 carati è il primo quadro con il quale si è messo alla prova, un esercizio tecnico dove la materia minerale dell’ osso è sostituita dall oro, come a voler dare valore ed eternità a qualcosa che in natura tende a scomparire.

I due quadri gemelli “anatomia della solutidine” sono una perfetta rappresentazione anatomica della dissezione di un cuore umano rappresentante la casa del sentimento, all’ interno dei ventricoli due figure umane cercano riparo. Lo spettatore sta osservando la dissezione di una relazione ormai finita, dove le due figure cercano conforto nel rimasuglio di un amore ormai morto.