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il Tempo e l’Errore
Mostra collettiva.

domenica 17 febbraio a Roma, precisamente al Together, la galleria Barattolo vi ospita al vernissage della prima mostra collettiva di artisti contemporanei ultraemergenti, Ricky Bordoni ed Estefano Molina

IL PRIMO

Ricky Bordoni è un pittore e scultore, milanese d’adozione, Valtellinese di nascita, da un lato la frenesia della metropoli e dall’altro la quiete dei boschi, due luoghi dove l’artista sperimenta e concepisce le proprie opere.

Affascinato dal mondo della filosofia e della fisica, negli ultimi anni inizia ad approfondire il tema riguardante il Tempo, un concetto approfondito nel corso della vita, filtrato perfettamente dal suo stile compositivo

Tele bianche ornati da dettagli importanti, a volte in rilievo, a volte con dei tratti, ma sempre tutti perfettamente bilanciati

l’Io di chi esperisce l’opera va a collidere con ciò che non è controllabile per definizione, ciò di cui tutti abbiamo un timore spesso romantico, l’ignoto della quarta dimensione

Un ignoto che non è sondabile eppure ne siamo sommersi, che percepiamo eppure non è afferrabile, che per alcuni filosofi e fisici, non esiste, e quindi, come facciamo a sondarlo, ad averne una percezione tangibile? Tramite il percorso, tramite la traccia che lasciamo

Io lo chiamerei  più un “immobilismo sospeso”, un attimo nei quali il suo lavoro, la sua opera, crea un’impronta nell’esperienza percettiva dell’osservatore io direi più un “immobilismo sospeso”, un attimo nei quali il suo lavoro, la sua opera, crea un’impronta nell’esperienza percettiva dell’osservatore.

IL SECONDO

Estefano Molina

Qui entriamo in una sfera particolare dell’arte ultracontemporanea, che ha effettivamente una genesi compositiva nella prima metà del 900, ma è un tipo di arte che non poteva aver ragione di esistere prima dei nostri anni, prima della nostra era, e non per un problema tecnico, o di metabolizzazione sociale, o altro, ma per concetto ed estetica, la Glitch Art

Cos’è un glitch? Wikipedia ci dice che “Il termine glitch è usato in elettrotecnica per indicare un picco breve ed improvviso in una forma d’onda, causato da un errore non prevedibile.”

Per chi adora la Pixar, avete mai visto ralph spaccatutto? Seriamente, quanto ci piaceva di più Vanellope quando era un glitch?

Parliamo di un ramo diverso, particolare, del percorso estetico canonico, che parte dal controllo della tecnica e dal NON errore, che passa al gesto, quindi una randomizzazione della possibilità creativa nel movimento sempre diverso, alla glitch art, che è un controllo coatto estetico dell’errore digitale

Nell’era della replicabilità dell’opera d’arte digitale, dove un opera d’arte può essere sdoppiata semplicemente prendendo il file della stessa e copiandolo, cosa che non puoi fare con che ne so Bernini, siamo arrivato alla creazione dell’opera d’arte dell’errore e dall’errore

Pensateci, il digitale è una discretizzazione di un segnale fisico analogico, che è composto da infinite informazioni, e questo fa della creazione discretizzata dell’errore, il punto concettualmente più anarchico dell’epoca contemporanea.

INFORMAZIONI SULLA MOSTRA

Tipologia:
Collettiva
Inaugurazione:
17 Febbraio 2019
Durata:
Fino al 15 Aprile 2019
Biglietto d’ingresso:
Gratuito
Numero artisti:
2
Orari apertura settimanali:
16 / 19 o su prenotazione
Curatore:
Vincenzo Bordoni

Bordoni Ricky nasce a Sondrio il 25 aprile 1992, nel 2015 decide di trasferirsi a Milano dove si iscrive all’Accademia di belle arti di Brera. Il suo percorso di studio è in pittura, ma non tralascia una formazione anche in scultura. Oggi Bordoni vive e lavora fra Milano e la sua casa natale, in Valtellina. Da un lato la frenesia della metropoli e dall’altro la quiete dei boschi, due luoghi dove l’artista sperimenta e concepisce le proprie opere. Da una parte, dunque, il “progresso”, dall’altra un ancestrale locus amenus dove il ritiro, quasi spirituale, dell’artista è di primaria importanza nella sua ricerca.

Affascinato dal mondo della filosofia e della fisica, negli ultimi anni inizia ad approfondire il tema riguardante il concetto di Tempo, il quale viene tradotto sul piano artistico con l’utilizzo di materiali di origine naturale, dal legno alla corteccia, grezzi, lavorati o bruciati, fino al carbone o ciò che ne rimane, l’impronta. Il tutto per creare dei segni, che assumono forme ricordanti scale, cancelli o percorsi.

Se il Tempo, come sostengono diversi fisici, non esiste allora resta il percorso o la traccia di quello che facciamo e le opere di Bordoni tentano di far interrogare lo spettatore sul senso della memoria e della conoscenza che, in un percorso in continua evoluzione, portano l’Io a collidere con l’ignoto della quarta dimensione.

Estefano Bernardo Molina, nato nel 1998, originario di Quito, Ecuador, vive a Roma dall’età di 3 anni, da lì il suo percorso di studi è sempre stato quello previsto dallo stato italiano.

Nonostante la predilezione per le arti, frequenta il liceo tradizionale scientifico.

Viene a contatto con la musica e le arti visive psichedeliche e allo stesso tempo con la “glitch art”, le avanguardie che sono sempre state sbocchi per idee e creazioni di immagini.

Comincia a dipingere per sfogo, come fa l’arte terapia, rielabora le idee e immagini a computer non avendo gli strumenti per poter dipingere come un supporto su tela, fogli grandi né tanto meno tempere.

Allo stesso tempo coltiva la passione per lo skate e per i video, cominciando con filmati amatoriali e da lì, ad unire le immagini con i filmati cercando dei collegamenti sinestetici tra audio video.

Viene a contatto tramite i social con un sound designer “Simone Tripodi” che gli chiede di realizzare videoclip per il suo gruppo, mano-a-mano diventa sempre più frequente lo scambio di idee e materiale, fino a che entro a far parte del loro collettivo multidisciplinare “Simurgh0”, con sede a Lecce, come video editor/effects.

Tutto ciò lo porta alla creazione di visual psichedelici, grazie ad un amico dj “HoungaN” incomincio a lavorare come Vj ad eventi notturni, nel frattempo studio graphic design in accademia.

Nella glitch art vede quell’errore che la società di questa realtà cerca di ignorare, lo smarrimento dell’io e delle pulsioni, questo movimento se preso con la chiave di lettura giusto può trasferire in chi lo guarda i giusti messaggi, al di là dell’interpretazione personale, che è comunque l’unica originale in quanto diversa in ognuno di noi.

Oggi cerca di ricreare gli stessi effetti su tela per dargli un tocco più reale e vivo(ma senza un suono) in quanto il digitale a suo parere è “bello”, ma non ha sempre quel sapore di “vero”.

Maggiori informazioni:

info@galleribarattolo.it  /  +39 391 3262 500- 

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